LIEGI, 13 dicembre 2011. Belgio: uno squilibrato spara e lancia granate sulla folla a Liegi. Almeno cinque le vittime, compresa una donna strangolata nel garage di sua proprietà prima di andare a compiere il massacro.
TOLOSA, 19 marzo 2012. La sequenza potrebbe essere quella di un film alla Tarantino. Un killer, che più cinematografico non potrebbe essere, scende da una Yamaha di grossa cilindrata, ripone il casco, impugna una calibro 9 e fa fuoco alla cieca contro il gruppo – adulti, ragazzi, bambini – che sosta oltre la soglia. Uccide un uomo e due bimbetti di tre e sei anni.
Mentre intorno tutto è terrore, panico, urla, fughe scomposte, il killer avanza, freddo e inesorabile, continuando a sparare e così colpisce anche un ragazzo di diciassette anni. La calibro 9 gli s’inceppa. La infila con calma nella cintura, afferra per i capelli una bambina che sta fuggendo disperata nel cortile, estrae una calibro 11,43 e le spara alla nuca. Con la stessa calma torna indietro, inforca la Yamaha e riparte. Dopo il massacro, raccontano gli inviati di Libération, a terra restano, fra rivoli di sangue, quattro bossoli e una cartella rosa decorata con una Barbie.
Non è un film alla Tarantino. E’ accaduto a Tolosa, Francia, intorno alle otto del mattino del 19 marzo 2012, fra l’ingresso e la corte della scuola ebraica “Ozar-Hatorah”. Il killer non è un criminale comune, bensì – cosa reputata quasi certa – lo stesso ex nazista, o gruppo di nazisti, che l’11 marzo, sempre a Tolosa, e il 15 marzo, a Montauban, uccise tre paracadutisti di origine maghrebina e ne ferì gravemente uno di origine antillana.
Per quanto sconvolgente, quest’eccidio, purtroppo, non è del tutto inconcepibile. Negli anni più recenti, in Europa, l’ondata ultrarazzista, antisemita, antimusulmana, nazionalista, in alcuni casi secessionista, va allargandosi dal Sud all’estremo Nord, dall’Italia ai paesi scandinavi. E riscuote successo elettorale crescente, con punte allarmanti in alcuni paesi, mentre nel contempo sempre più frequente si fa il passaggio all’atto.
Dalla strage di Utoya, in Norvegia, che, anticipata dall’attentato di Oslo, fece settantadue vittime innocenti, all’omicidio di due inermi cittadini senegalesi a Firenze, lo schema si ripropone, al di là dell’entità dei massacri, in forme analoghe: un killer, in apparenza solitario, in realtà legato a qualche gruppo o corrente della destra neonazista, comunque mascherata, fa fuoco freddamente, in pieno giorno e in presenza di una folla o di un gruppo di testimoni, contro chiunque rientri nella categoria-bersaglio del proprio odio razzista. A dimostrazione non tanto della sua “follia”, come si tende ogni volta a ripetere, bensì del fatto che il killer si percepisca in qualche modo legittimato e “coperto”.
Ma il terreno malsano su cui cresce la pianta velenosa dello stragismo razzista è ben più ampio dell’area della destra neonazista, con le sue propaggini travestite da post-fascismo, nazionalismo o etno-nazionalismo völkisch. Il terreno malsano è vasto quanto lo spazio che oggi hanno guadagnato in Europa – nell’opinione pubblica, nei media e nelle istituzioni – l’insofferenza, il disprezzo o l’ostilità aperta verso migranti, musulmani, rom: attitudini a loro volta nutrite dal concime dell’antisemitismo e del negazionismo.
Lo stragismo razzista si nutre, infatti, anche di discorsi – nonché di propensioni, pratiche e norme – agiti da razzisti in doppio petto o addirittura istituzionali. Come ha scritto Slavoj Žižek, sempre più in Europa populismo di destra, razzista ed eventualmente neonazista, e tolleranza liberale, tendente a praticare un razzismo “ragionevole”, si rivelano come “due facce della stessa medaglia”.
Quel che in conclusione possiamo dire è che in Europa mala tempora currunt. La crisi finanziaria ed economica, infatti, insieme con la sua gestione antipopolare, è destinata ad acuire frustrazione, risentimento, rancore collettivi. Ben altra Europa si dovrebbe essere capaci d’immaginare e costruire.
Tratto da MicroMega
Non è un film alla Tarantino. E’ accaduto a Tolosa, Francia, intorno alle otto del mattino del 19 marzo 2012, fra l’ingresso e la corte della scuola ebraica “Ozar-Hatorah”. Il killer non è un criminale comune, bensì – cosa reputata quasi certa – lo stesso ex nazista, o gruppo di nazisti, che l’11 marzo, sempre a Tolosa, e il 15 marzo, a Montauban, uccise tre paracadutisti di origine maghrebina e ne ferì gravemente uno di origine antillana.
Per quanto sconvolgente, quest’eccidio, purtroppo, non è del tutto inconcepibile. Negli anni più recenti, in Europa, l’ondata ultrarazzista, antisemita, antimusulmana, nazionalista, in alcuni casi secessionista, va allargandosi dal Sud all’estremo Nord, dall’Italia ai paesi scandinavi. E riscuote successo elettorale crescente, con punte allarmanti in alcuni paesi, mentre nel contempo sempre più frequente si fa il passaggio all’atto.
Dalla strage di Utoya, in Norvegia, che, anticipata dall’attentato di Oslo, fece settantadue vittime innocenti, all’omicidio di due inermi cittadini senegalesi a Firenze, lo schema si ripropone, al di là dell’entità dei massacri, in forme analoghe: un killer, in apparenza solitario, in realtà legato a qualche gruppo o corrente della destra neonazista, comunque mascherata, fa fuoco freddamente, in pieno giorno e in presenza di una folla o di un gruppo di testimoni, contro chiunque rientri nella categoria-bersaglio del proprio odio razzista. A dimostrazione non tanto della sua “follia”, come si tende ogni volta a ripetere, bensì del fatto che il killer si percepisca in qualche modo legittimato e “coperto”.
Ma il terreno malsano su cui cresce la pianta velenosa dello stragismo razzista è ben più ampio dell’area della destra neonazista, con le sue propaggini travestite da post-fascismo, nazionalismo o etno-nazionalismo völkisch. Il terreno malsano è vasto quanto lo spazio che oggi hanno guadagnato in Europa – nell’opinione pubblica, nei media e nelle istituzioni – l’insofferenza, il disprezzo o l’ostilità aperta verso migranti, musulmani, rom: attitudini a loro volta nutrite dal concime dell’antisemitismo e del negazionismo.
Lo stragismo razzista si nutre, infatti, anche di discorsi – nonché di propensioni, pratiche e norme – agiti da razzisti in doppio petto o addirittura istituzionali. Come ha scritto Slavoj Žižek, sempre più in Europa populismo di destra, razzista ed eventualmente neonazista, e tolleranza liberale, tendente a praticare un razzismo “ragionevole”, si rivelano come “due facce della stessa medaglia”.
Quel che in conclusione possiamo dire è che in Europa mala tempora currunt. La crisi finanziaria ed economica, infatti, insieme con la sua gestione antipopolare, è destinata ad acuire frustrazione, risentimento, rancore collettivi. Ben altra Europa si dovrebbe essere capaci d’immaginare e costruire.
Tratto da MicroMega

4 commenti:
Sull'articolo Micromega, che della battaglia strumentale contro il razzismo (assolutamente giusta, MA NON A FINI STRUMENTALI) ne ha fatto bandiera, ha classificato anche il Movimento 5 Stelle come neonazista, l'interesse di quel giornale che tra l'altro ha avallato i bombardamenti sulla Libia e prega per lo stesso trattamento in Siria ha uno strano concetto di antirazzismo.
Sono estrapolate dal contesto ed accomunate tali episodi come cavoli a merenda ed opportunamente cancellato la strage di Liegi, forse perché l'autore non era classificabile come "neonazi".
Riguardo a quello di Casseri, attribuirlo in maniera faziosa a CasaPound è bieca propaganda, come se sostenessi che dato che Bianchini è uno stupratore seriale tutti quelli del Pd istigano a stuprare.
Ma si sà chi vive di campagna elettorale...che squallore però
Riguardo a Breivik ci dimentichiamo che tale tizio, prima non ERA SOLO.
Secondo, inneggiava a ISRAELE e non a caso la strage compiuta è stata diretta contro membri del partito CHE AVEVA RICONOSCIUTO LO STATO PALESTINESE.
Per essere un neonazi deve essere alquanto singolare.
L'episodio di Tolosa è incongruente di per sé.Ora a parte che con la comoda pista neonazi si è fornito un bell'alibi per non porsi domande.A me interessa la verità, i processi politici non mi interessano, non appartengo a nessun partito però la presa per i fondelli mi da fastidio sia che viene da destra che da sinistra.
Allora, hanno accomunato i casi dei 3 parà al killer di Tolosa.I giornali, come Micromega hanno già fatto il lavoro degli inquirenti a quanto pare, ora chi lo dice loro che perfino il ministro francese ha detto che la pista neonazi non è la prevalente?
La notizia dei parà, allora, il primo caso risale all'11 marzo, era in borghese, colpito in pieno giorno l'attentatore scappa con una motoretta.Non è un pazzo, sapeva chi colpiva e nessuno lo cercava, tant'è che con la stessa motoretta 4 gg dopo colpisce 3 parà (uno è all'ospedale, lo vogliamo interrogare prima di improvvisarci Sherlock Holmes?).Loro erano in divisa, tutti erano di recente ritorno dall'Afganistan infatti la procura che accomuna i due casi segue una pista legata all'afganistan,Poi il killer, sempre con la stessa motoretta tanto non lo stanno cercando, si reca alla scuola ebraica e della pista AFGANA non si sa niente ma si tira fuori quella neonazi.Sulla base di cosa? Perché i tre ragazzi colpiti erano stati espulsi per "comportamenti razzisti" che facevano pensare all'appartenenza a gruppi neonazi.Quindi supposizioni. Le vittime erano di origine maghrebine, strano, magrebini neonazi.Strano.
Poi spunta un testimone che dice che il killer aveva un cappotto nero, casco e dei tatuaggi.Come ha fatto a vedere i tatuaggi se il tipo era vestito vorrei saperlo. Quindi chiunque indossi cappotti neri ed abbia un tatuaggio sappiate che per la stampa si tratta di un neonazi.
Qualcosa forse sembra assurdo anche a loro viste le parole del ministro francese.
Ciao Barbara, giuste osservazioni, ma anche discutibili, in quegli episodi il filo conduttore è ipotizzabile che sia il razzismo, un'altra arma/pista usata dall'èlite per creare ancora più odio tra le varie fazioni, come se non ce ne fosse già abbastanza...
E' chiaro che non si può fare di un erba un fascio, alcuni fatti possono anche essere stati isolati, intanto però sono successi, i mandanti chi sono? E' tutto da provare.
Questo articolo voleva essere un campanello d'allarme per far capire che questa maledetta piaga non è mai morta, anzi, ma non certo per alimentare tensioni, false propagande, dare sentenze, o etichettare neonazista ogni killer! Comunque un assassino può essere super nazista senza bisogno di avere la svastica disegnata sulla fronte!
Non fraintendere, ormai mi conosci, sono un anarchico e non sto nè a destra nè a sinistra!
Un abbraccio
Ciao Krommino, questo articolo come molti altri su micromega è improntato solo a fare bieca disinformazione di regime.
A loro non interessa il razzismo da debellare in quanto tale, intendono associare il razzismo all'estrema destra schematizzando e semplificanto per beceri interessi di bottega.
Non dimentichiamoci che proprio da quel giornale partono accorati appelli per fermare il "dittatore sanguinario" Assad e prima Gedafi e su Gaza sono molto ma molto "freddini" implorando la criminale Nato/Onu di compiere altre stragi.
Bisognerebbe davvero piuttosto definire cosa sia il razzismo e definiamo intolleranza, sono termini usati ed abusati e soprattutto distorti, proprio da costoro che si reputano paladini dell'umanità.
Tornando al caso francese,
Trascurano molti dettagli, il fatto principale è le elezioni in Francia, Sarkò ha perso un sponsor d'eccellenza qual'era Ghedafi.La concorrenza lui ce l'ha a destra...
Come si permetta poi di suggerire che Le Pen sia "l'istigatrice" è solo squallida propaganda che andrebbe querelata.
Ora che si è scoperto che si tratta di un algerino qaidista (e comunque delle stranezze ci sono pure qui), che ne pensi se Libero e il Giornale cavalcassero la cosa?
A me disgusterebbe, così come mi ha disgustato Micromega, Giornalettismo ed il Manifesto solo, ripeto per interessi di botteghino e non solo...ma questo è un lungo discorso..
Fosse stato un articolo sul razzismo in generale non avrei avuto niente da ridire, MA SI E' INTENZIONALMENTE ADDEBITATO MORALMENTE AD UN'AREA E A LE PEN LA STRAGE.
Se avessi scritto che chi osa difendere i bambini palestinesi ISTIGA ALL'OMICIDIO CONTRO GLI EBREI ti parrebbe corretto?
E' quello che ha fatto Micromega, Giornalettismo ed il Manifesto riferito ai cosiddetti neonazi.
Tra l'altro, la causa palestinese, nonché la difesa degli afgani, dei libici lealisti ed ora dei siriani è abbracciata e sostenuta dai cosiddetti "razzisti" neonazi.
SI deve fare chiarezza con l'uso delle parole, Massimo Fini per esempio è accusato di neonazi, quindi gradirei sapere per i moralizzatori del mondo chi sono definibili neonazi, se esiste una sorta di tribunale stile inquisizione che "affibbia" le etichette, su quali basi.
Non sottovaluterei poi la pressione dei sionisti per ottenere magari una guerra, o qualche altra leggina, magari una scusa per creare una sorta di Patriot Act versione francese....
Chissà perché è tanto più comodo soffermarsi alle apparenze.
Intanto a Gaza continua la mattanza, la strage in Afganistan è caduta nel dimenticatoio, ed il banchiere Profumo ha imposto il silenzio per i bambini di Tolosa.
Quando per Gaza, A PROPOSITO DI RAZZISMO?
Un salutone e buona giornata.
barbara
Sono d'accordo da quel punto di vista Barbara, nell'articolo che ho pubblicato, non so se ci hai fatto caso, ma alcune parti le ho tagliate. Mi sono soffermato sul fatto che il razzismo in ogni sua forma è in netto aumento, in questo caso parlando solo dell'Europa, ciò non esclude che nel resto del mondo non esista il problema.
Apparenze e provenienze contano fino a un certo punto, i fatti successi fanno pensare non a comuni follie di psicopatici, visto che colpiscono determinati luoghi e determinate persone, ma a gruppi organizzati di estrema destra, in Europa è pieno di ritrovi, palestre, raduni in cui si addestrano neonazisti, specialmente in Germania, Francia, Inghilterra, Russia e altri paesi del nord e dell'est, questo per dire che non esistono solo gli estremisti islamici.
Saranno anche ipotesi o supposizioni chi siano i veri colpevoli, le probabilità che siano nazisti sono molto alte.
Capisco che è un discorso lungo e delicato, sinceramente dal mio punto di vista qualsiasi etichetta si può affibbiare a questi individui che uccidono bambini inermi. Poi come ho già detto possono essere manovre dell'èlite, problema-reazione-soluzione, infatti in Francia c'è il livello di emergenza massimo della sua storia riguardo alle minacce...
Buona giornata
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